Allergia a farmaci: reazione allergica a una medicina o effetto collaterale?

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Allergia a farmaci o effetto collaterale?

All’aumento del consumo e del numero dei farmaci degli ultimi anni è seguita una “epidemia” di reazioni avverse, uno dei maggiori problemi di salute pubblica (8% di tutta la popolazione). Va distinta l’allergia a farmaci, molto pericolosa, dalle reazioni non allergiche, come gli effetti collaterali.

Tutte le reazioni ai farmaci sono indesiderate

Tutti i farmaci possono indurre delle reazioni indesiderate nel nostro organismo, oltre all’effetto “curativo” per cui sono state somministrate.Tali reazioni sono chiamate “reazioni avverse”. Esse si distinguono in prevedibili e imprevedibili. Le reazioni prevedibili sono meno gravi, scompaiono dopo la sospensione del farmaco, e sono collegate al meccanismo con cui il farmaco agisce.

Come si provoca un effetto collaterale

Ad esempio può accadere che una medicina che dovrebbe ridurre la pressione del sangue possa determinare anche una diminuzione eccessiva (ipotensione); un farmaco antistaminico può dare sonnolenza e un antidolorifico provocare, in alcuni soggetti, acidità gastrica.
Le reazioni avverse ai farmaci prevedibili . Possono essere provocate da

  • un aumento del dosaggio
  • una interferenza con altre medicine assunte contemporaneamente
  • effetti secondari ben concosciuti e presenti nel foglietto illustrativo

Queste reazioni sono attese, molto frequenti (80 % di tutte le reazioni), generalmente non gravi.
Le reazioni imprevedibili sono più gravi, meno frequenti (20 %), possono continuare anche dopo la sospensione della medicina e fra di esse abbiamo anche le Reazioni allergiche a farmaci.

Ipersensibilità a farmaci: reazioni allergiche e non

Le reazioni di ipersensibilità includono sia le vere allergie a farmaci sia quelle non allergiche. La differenza fra i due gruppi è che nel caso dell’allergia possiamo dimostrare un meccanismo immunologico. In sostanza il nostro corpo riconosce come “nemico” la medicina che abbiamo assunto e la aggredisce , provocando tutti i disturbi della allergia. La reazione non compare la prima volta che viene preso il farmaco, ma una volta che si manifesta si presenterà tutte le volte successive.
Nel caso di reazioni “non allergiche” il farmaco non viene riconosciuto come nocivo , ma si scatena ugualmente la reazione con gli stessi disturbi della allergia. Questo accade perchè alcune medicine scatenano direttamente la reazione in persone che sono predisposte. In questo caso la reazione può verificarsi anche alla prima assunzione; è il caso degli antidolorifici, dei farmaci per l’anestesia generale , dei mezzi di contrasto usati in radiologia.

I sintomi delle allergie ai farmaci

Le manifestazioni delle reazioni a farmaci possono essere localizzate solo ad un organo del nostro corpo oppure coinvolgere più organi. Nel primo caso avremo soprattutto un interessamento della pelle (più frequente ) con orticaria , semplice prurito, esantemi (simili al morbillo o alla rosolia), angioedema (rigonfiamento localizzato della papebra, del labbro o di qualsiaisi parte del corpo), eritema fisso. Altri organi ad essere colpiti sono l’apparato respiratorio, con asma (tipico è l’asma da aspirina), ma anche eosinofilia polmonare o alveloliti. A carico del sangue si posono avere piastrinopenie (distruzione delle piastrine con emorragie), anemie (per distruzione dei globuli rossi) . Nei soggetti che soffrono di favismo (carenza di un enzima che si chiama G6PD) si possono avere quesdri di anemie molto gravi dopo l’assunzione di molti farmaci. In questo link vi è un elenco (esterno a questo sito) di farmaci che possono essere rischiosi per un paziente con favismo .
Il quadro più grave delle reazioni da faramaci è l’ anafilassi.

Quando una reazione allergica ad un farmaco porta alla Anafilassi

Per la sua gravità e il rischio immediato per la vita, l’anafilassi necessita un capitolo a parte. Si tratta di una reazione generalizzata che interessa più organi contemporaneamente. Ha un carattere esplosivo e si manifesta dopo brevissimo tempo dalla somministrazione del medicinale (10-30 minuti). I quadri con cui si amnifesta sono assai diversi : il più frequente interessa la pelle , con ortricaria diffusa e angioedema, asma (per chiusura dei bronchi grandi e piccoli) , diminuzione della pressione del sangue fino al collasso e al gravissimo shock (shock anafilattico) . Anche l’apparato gastrintestinale può essere colpito, con nausea, vomito, colche addominali e diarrea. Può scatenarsi sia per un allergia immediata (anafilassi vera e propria), sia per una azione diretta del farmaco (reazione anafilattoide). Nel caso di allergia immediata i farmaci più comunemente responsabili sono gli antibiotici betalattamici (penicilline e cefalosporine). Nei casi reazioni anafilattoidi i farmaci scatenanti sono i mezzi di contrasto iodato (usati in radiologia), gli anestetici generali e gli oppioidi:

Diagnosi delle reazioni allergiche ai farmaci

L’aspetto più importante della dignosi è l’anamnesi, ossia la raccolta di tutte le informazioni su quanto è avvenuto prima, durante e dopo la reazione. NON BISOGNA MAI GETTARE IL FARMACO CHE HA SCATENATO LA REAZIONE ALLERGICA !!!
Bisognerà sapere come è stato preso il farmaco, se fose la prima volta, se già vi erano stati dei lievi disturbi per uql faramaco o per altri simili ad esso. L’esame del paziente è imporatante (durante la fase acuta) per capire cosa è avvenuto.
Le prove allergiche a lettura immediata (prick test) andranno esguite da specialisti esperti , per scoprire se l’allergia è di tipo immediato. Nel caso di reazioni ritardate si effettueranno i patch test (come si fa per le dermatiti allergiche da contatto) .
Le analisi del sangue possonop svelare gli anticorpi contro il farmaco solo nelle forme immediate (Ricreca IgE specifiche) .
I test di provocazione servono quasi esclusivamente a “testare” farmaci alternatici a quello che si suppone abbia provocato una reazione allergica. Non si proverà mai un farmaco che ha già provocato una grave reazione, a meno che tutti i test siano negativi ed è necessario confermare la diagnosi. Questi test vanno effettuati in ambiente “protetto” , ossia in ospedale.